FAMIGLIA CRISTIANA intervista l’arcivescovo di Milano card. Angelo Scola

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Updated: marzo 28, 2012
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Famiglia Cristiana di questa settimana anticipa nel sito www.famigliacristiana.it  l’intervista all’arcivesco di Milano, il card. Angelo Scola, che analizza lo stato di salute della famiglia in Italia: un punto di riferimento, “importantissima per il 91 per cento degli italiani” ma non immune alle contaminazioni del nostro tempo, “dobbiamo piuttosto chiederci da dove deriva il travaglio che la sta attraversando”. “Mi pare che uno dei fattori più determinanti di questo disagio” sostiene il cardinale, ”sia il modo in cui viene pensata e praticata la relazione di coppia, il rapporto uomo-donna. Molto è cambiato in quest’ambito negli ultimi decenni”.
“L’uomo del terzo millennio è esposto a una sorta di scommessa. Pervaso e travolto dal moltiplicarsi di fenomeni inediti come la globalizzazione, la civiltà della Rete, il progresso delle neuroscienze e delle biotecnologie, il meticciato delle culture, è chiamato a scegliere, e non può non farlo, che cosa vuole essere: un io in relazione, oppure, come sostiene qualcuno, il puro esperimento di sé stesso? La partita decisiva si gioca qui”.
Ribadisce, poi, la sacralità dell’unione nel matrimonio: “il sacramento del matrimonio è la realizzazione piena e “con-veniente” di questo “universale sociale”, altre forme di convivenza potranno ricevere altri nomi, ma non si possono chiamare famiglia”.  ”Il nome famiglia non si addice ad altre forme di convivenza. Ostinarsi a utilizzarlo confonde e finisce con lo svuotare i preziosi fattori costitutivi della vera famiglia”.
Sulla famiglia e la crisi, il card. Scola dichiara: “Moltissime famiglie stanno affrontando con estrema dignità, e anche con maggiori sacrifici rispetto al passato, la grave situazione della mancanza di lavoro. C’è un senso di responsabilità nel nostro Paese che più in generale denota, contrariamente a quanto vanno dicendo alcuni, la grande nobiltà della nostra società civile. Per capacità di costruire relazioni, partecipazione e solidarietà”. Sul fronte delle politiche di sostegno, aggiunge: ”L’assenza di politiche sociali e culturali in favore del bene prezioso della famiglia è grave tanto quanto l’impegno disatteso nei confronti della libertà dell’educazione. Sono due grossi handicap che l’Italia si trascina da tempo”. ”In questa situazione occorre ripensare le garanzie di accompagnamento, riformare il sistema educativo prendendo sul serio un piano di scuola professionale”.

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